Milano, 1930

Pina portava nella metropoli un gusto raro:
la capacità di trovare il bello nel gesto più semplice.

La tavola di giugno

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LA STORIA DI PINA

C'è una Milano che danza tra le linee scultoree di Gio Ponti e il ritmo delle vecchie insegne in metallo. In quella città muoveva i suoi primi passi mia nonna, Pina. Figlia di partigiani e di montagne silenziose, ha portato nella metropoli un gusto raro: una sofisticata ordinarietà che sa riconoscere il bello anche nel gesto più semplice. Pina1930 è un tributo a quella grazia discreta. È l'incontro tra il rigore geometrico di casa Corbellini-Wassermann e le favole che Pina sussurrava per cullare i nipoti. I racconti sono stati trasformati in un linguaggio visivo d'avanguardia: ogni pezzo è una finestra su un mondo fiabesco, riletto con l'ironia e l'eleganza che solo Milano conosce.